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Stefano Della Torre

Il BIM nel testo del Codice degli Appalti prodotto dal CdM

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Codice degli Appalti, ovvero ha varato il Decreto Legislativo che riforma il Codice degli Appalti e recepisce le Direttive UE 23, 24 e 25 del 2014.


Ora il testo passa al Consiglio di Stato, alle commissioni parlamentari e alla Conferenza Stato Regioni. Se tutto torna, se viene rispettata la legge delega, se c’è la copertura, se tutti sono d’accordo … tornerà in Consiglio dei Ministri e che forse riuscirà a fare il testo finale, il decreto e le linee guida entro il 18 aprile e in questo modo avremo evitato le sanzioni della UE e avremo un nuovo Codice.

Il Ministro Graziano Delrio, concluso il documento ha lanciato un tweet: “Graziano Delrio ‏@graziano_delrio prevista una progettazione più intelligente, integrata e sostenibile con strumenti come il BIM #codiceappalti”.
Il BIM non sarà quindi obbligatorio, ma la novità è che le stazioni appaltanti più virtuose potranno prevederlo nelle gare di appalto, a prescindere dall’importo appaltato. Poi un decreto del MIT potrà individuare i tempi di “una progressiva introduzione dell’obbligatorietà del metodo, valutata in relazione alla tipologia delle opere da affidare e tenuto conto dei relativi importi”.

Sulla forma con cui si è scelto di inserire il BIM nel Testo del Codice degli Appalti è intervenuto il Prof. Stefano Della Torre, che ha rilasciato un’intervista video: LINK

Per il Presidente di buildingSMART Italia la notizia è doppiamente positiva: perchè il BIM è nel Codice, e perchè vi è in una forma non obbligatoria fin da subito. Questa scelta è in linea con la road map proposta da bSI.