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ASSEMBLEA STRAORDINARIA

BuildingSMART ITALIA rinnova il Consiglio

Il Capitolo Italiano dell’International Alliance for Interoperability (BuildingSMART Internationa) ha indetto l’Assemblea straordinaria per il rinnovo del Consiglio Direttivo.
Il 4 maggio alle ore 11 (in seconda convocazione) presso il Politecnico di Milano in via Ponzio 31 (sala riunioni 5) si svolgerà quindi l’Assemblea per l’elezione delle cariche elettive dell’Associazione.

Ecco l’elenco delle candidature che sono pervenute in Associazione:

Si ricorda che la partecipazione assemblea straordinaria riservata ai soci (e ogni socio può portare fino a 3 deleghe) e che lo Statuto prevede anche una carica non elettiva, quella del Presidente, riservata al Direttore del Dipartimento ABC del Politecnico, funzione pro tempore svolta oggi dal Prof. Stefano Della Torre.

STEFANO DELLA TORRE - INGENIO - POLITECNICO DI MILANO - BIM - BUILDING SMART ITALIA - ABCEd il Presidente Stefano Della Torre presenta l’Assemblea straordinaria con questa lettera ai soci:
“Il rinnovo del Consiglio di buildingSMART Italia è un passaggio importante, che avviene in un momento di singolare importanza per la digitalizzazione dell’industria dell’ambiente costruito in Italia.
Quando il Capitolo Italiano dell’International Alliance for Interoperability fu fondato, nel 2004, si trattava per l’Italia di un tema futuribile. Oggi, dopo il DM 560/2017, che tra l’altro stabilisce che la modellazione digitale informativa utilizzi formati aperti interoperabili, si tratta di un tema di estrema attualità, carico quindi di opportunità, di problemi aperti, di incognite.
In questa situazione non si tratta più di predicare la digitalizzazione, ma di praticarla, fornendo a professionisti, imprenditori e alla Pubblica Amministrazione un supporto indipendente e competente. Ritengo che questo sia l’interesse collettivo di chi opera in un’ottica di innovazione, e che in una situazione tanto critica sia fondamentale cercare l’interesse comune.
Arriviamo all’assemblea con un ancor limitato numero di elettori, ma con candidati qualificati e rappresentativi della ricerca e dell’applicazione digitale ad ampio spettro e sull’intero territorio nazionale: perché negli ultimi anni in Italia si producono software interoperabili certificati IFC da buildingSMART International, si fa ricerca, alcune imprese si rinnovano attraverso esemplari processi di change management, le innovazioni sono tangibili sia in campo edilizio che infrastrutturale. Lo stesso alto numero di candidati, rispetto alla bassa numerosità del Consiglio prevista dalla Statuto e dell’elettorato stesso, si può interpretare come segnale della disponibilità dei soci a mettersi in gioco e contribuire fattivamente.
Questo corrisponde ad una crescita reale della nostra organizzazione, che da una parte ha contribuito alla genesi del DM 560, e dall’altra ha aderito al programma di Professional Certification di buildingSMART International. Del resto il movimento italiano è cresciuto tanto, che si sta lavorando affinché dall’Italia partano gruppi di lavoro sullo sviluppo di IFC per alcuni settori specialistici, in cui attualmente l’interoperabilità è ancora soltanto parziale e insoddisfacente.
Da una considerazione non posso esimermi, a proposito della proliferazione di organizzazioni “concorrenti”: della parola tra virgolette sottolineo l’ambiguità, perché la lingua italiana consente di leggere questa concorrenza come una positiva condivisione di valori, responsabilità e obiettivi, oppure come la rivalità, magari spregiudicata, di chi pesca nel medesimo stagno. Io confido si tratti del primo caso, anche perché sia ASSOBIM che IBIMI, entrambe organizzazioni di più recente nascita con forma associativa, fanno direttamente o indirettamente parte di buildingSMART Italia, candidandosi anche ad aver voce nel Consiglio: il che certo non potrebbe avvenire se le intenzioni fossero di rivalità.
Con questo, peraltro, buildingSMART Italia sembrerebbe portata ad assumere il ruolo di organizzazione-ombrello, che racchiude sotto di sé altre associazioni: un assetto che può funzionare, e l’abbiamo già dimostrato in occasione del seguitissimo evento del 9 marzo, ma che evidentemente non è previsto a statuto, e nasconde incognite sulle appartenenze, le rappresentanze, la moltiplicazione delle quote richieste agli associati ecc. Il nuovo Consiglio, accanto alla vecchia nota dolente sull’inclusività e sulla capacità di dare ai soci servizi di concreta utilità, che d’altra parte oggi non è difficile immaginare, non potrà non avviare una urgente riflessione su questi temi, con eventuali conseguenti modifiche dello statuto dell’associazione se sarà necessario.
Ma la maturità raggiunta, pur se le criticità sono ancora evidenti, impone anche un altro passaggio statutario, che veda buildingSMART Italia capace di autoregolarsi e auto-sostentarsi, senza più necessariamente contare sul ruolo centrale che il Politecnico di Milano, attraverso il dipartimento in cui servo come direttore, ha garantito in questi anni. Questo passaggio è suggerito da più parti, e darei ragione ai peggiori detrattori se prefigurassi in modo top-down quale sarà il futuro assetto: certamente la carica di presidente dovrà diventare elettiva, ma al di là di questo passaggio simbolico si aprono una serie di alternative, che il nuovo Consiglio istruirà affinché una successiva Assemblea possa scegliere e approvare quelle modifiche di Statuto che, utilizzando le regole dello statuto attuale, potrebbero anche attuarsi con semplicità e rapidità.”