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OpenBIM for Rail

openBIM for Rail

Diffusione, maturità e benefici

buildingSMART Italia, capitolo nazionale di buildingSMART International, promuove la conoscenza e l’adozione dell’openBIM in Italia. Con l’iniziativa openBIM for Rail, l’associazione animerà un tavolo di confronto tra tutti gli attori del settore ferroviario, tra cui lo stakeholder RFI, intorno ai temi di openBIM, IFC e loro applicazione nel settore.

L’iniziativa, totalmente aperta e gratuita, è rivolta a tutti i soggetti della filiera che intendano confrontarsi sul grado di diffusione, la maturità e i benefici dell’openBIM per il settore ferroviario; condividendo esperienze e confrontandosi con la comunità per migliorare insieme.

Nella sua prima fase, le attività del gruppo di lavoro di openBIM for Rail mireranno all’individuazione dei principali temi di interesse, dividendoli in aree di indagine (es., tecnica, formazione, organizzazione, normativa, processi, ecc.). Le domande collezionate e le esperienze fornite dai protagonisti dell’iniziativa saranno raccolte, consolidate e discusse attraverso workshop online bisettimanali. Infine, i risultati e le esperienze saranno condensate in un report pubblicato con il riconoscimento, e l’approvazione, dei partecipanti al gruppo di lavoro.

Partecipa anche tu al tavolo di openBIM for Rail. Iscriviti al link qui sotto.

PROTAGONISTI

Committenti
Costruttori
Progettisti e Consulenti
Fornitori di Prodotti
Case Software
Università

MODALITà

Workshop Online
Brainstorming
Lavagna Multimediale Collaborativa
3 Mesi

RISULTATO

REPORT contenente:
Maturità e Diffusione
Best Practices
Sfide Passate e Future

DATA DI AVVIO


Venerdì 19 Marzo 2021
12:00-13:00

Handshaking
Al primo incontro seguirà una serie di workshop online, ogni 2 settimane, per la durata di 3 mesi. Le date effettive saranno decise all’interno del gruppo di lavoro. Il link di partecipazione al primo incontro sarà inviato a seguito della registrazione.

REQUISITI


VOGLIA DI
CONOSCERE e COLLABORARE

Sono gli unici requisiti fondamentali.
La conoscenza dello standard IFC e l’applicazione della metodologia BIM costituiscono un vantaggio, ma non un vincolo alla partecipazione. Non è necessario essere già soci di iBIMi – buildingSMART Italia.
La partecipazione all’iniziativa è gratuita.

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa contattare il referente per la Railway Room di buildingSMART Italia all’indirizzo evandro.alfieri@engisis.com


3° Convegno Nazionale iBIMi-buildingSMART

BIM ITALY. BE SMART.

E’ questo il titolo della terza Conferenza Nazionale di IBIMI – buildingSMART in programma i giorni 31 Marzo, 1 e 2 Aprile 2020, in diretta streaming.

Il BIM Italiano sta crescendo, recuperando il ritardo verso altri paesi, e lo sta facendo in modo SMART, premiando soluzioni interoperabili che daranno spazio a concorrenza ed innovazione.

Naturalmente esistono molte sfide ancora da risolvere, e la conferenza nazionale IBIMI è stata pensata proprio per offrire un’importante occasione per fare il punto sullo stato dell’arte nel BIM in Italia, definire i prossimi passi da intraprendere e promuovere lo scambio di competenze multidisciplinari per il BIM.

Durante i webinar si avrà l’opportunità di conoscere i risultati dei tavoli tecnici di IBIMI-buildingSMART (workshop tematici) rivolti a mettere in luce le criticità e le soluzioni di un appproccio openBIM per Committenza, Infrastrutture, Progettazione di nuove opere ed Edifici esistenti con interventi di Università e imprese. BIM, norme UNI e legge 4/2013 sulle nuove professioni, saranno gli argomenti trattati dal direttore della normazione UNI. Grazie ad ANORC, importante associazione che segue gli aspetti legali della digitalizzazione, approfondiremo la tematica degli SMART contract, fondamentale evoluzione del processo BIM. Ad arricchire ulteriormente le giornate, ci confronteremo con professionalità ed esperienze di eccellenza Italiane.

Come al solito, l’approccio sarà quello di affrontare il tema della digitalizzazione dell’industria delle costruzioni sotto diverse “lenti”, ossi i 4 Processi industriali che gravitano intorno al BIM Produttivo, Formativo, Gestionale, Strumentale.
Nella visione olistica di IBIMI-bS, questi 4 processi rappresentano gli ambiti di governo dei progetti BIM, di cui bisogna tener conto per la corretta diffusione, condivisione ed il successo del BIM in Italia.

 

per tutte le informazioni e le iscrizioni rimandiamo alla pagina dell'evento su ibimi.it
>>>http://www.ibimi.it/3-conferenza-nazionale-ibimi-bs/


Il Piano Triennale per l’informatica e il BIM nel cloud

Articolo di Danilo Camerini

Come è noto, Il Piano Triennale per l’informatica della Pubblica Amministrazione è quello strumento di cui si è dotato il Paese per promuovere la trasformazione digitale. Tale cambiamento deve avvenire nel contesto del mercato unico europeo di beni e servizi digitali, perseguendo una strategia che si propone di migliorare l’accesso online ai beni e servizi in tutta Europa per i consumatori e le imprese tale da creare le condizioni favorevoli affinché le reti e i servizi digitali possano svilupparsi per massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale europea.

Le aspettative dei cittadini e delle imprese per l’accesso a servizi pubblici digitali semplici ed efficaci sono, in Italia, al centro di iniziative di trasformazione digitale (vedi Strategia per la crescita digitale 2014 – 2020, Piano Nazionale per la Banda Ultralarga) che accolgono la calendarizzazione dell’Agenda digitale europea ossia una delle sette iniziative faro della Strategia Europa 2020, disegno che si propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie ICT per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso in ambito comunitario.

In questo contesto la strategia della trasformazione digitale si configura coerente con quella del Piano di azione europeo in base ai principi di “digitale per definizione”, azzeramento della richiesta al cittadino ed alle imprese di informazioni già in possesso della PA, diffusione dei servizi di identità digitale; e ancora di “cloud first”, accessibilità e inclusività anche territoriale ai servizi, apertura, trasparenza e disponibilità transfrontaliera dei processi, interoperabilità, integrazione sin dalla progettazione dei profili di protezione dei dati personali.

E’ lecito ora chiedersi se i servizi di Common Data Enviroment (CDE) o Ambiente Condivisione Dati (ACDat) secondo la normativa UNI 11337, debbano o meno iscriversi a pieno titolo tra quelli previsti dal Capitolo 3 della Parte seconda – Componenti tecnologici e di governo della trasformazione digitale. La citata sezione descrive il modello strategico dell’informatica della PA, declinando, nel macro ambito Infrastrutture, i componenti: Cloud PA, data center e connettività.

Concentrandosi sul primo componente, lo stesso è previsto sia composto da strutture qualificate da AGID (CSP – public cloud, SPC – Community Cloud, PSN – Private Cloud) atte ad erogare i servizi qualificati da AGID (IaaS – Infrastructure as a Service, PaaS – Platform as a Service e SaaS – Software as a Service). I servizi cloud qualificati da AGID abilitano le PA a sviluppare nuovi servizi digitali esposti mediante il Cloud Marketplace (il catalogo dei servizi cloud qualificati) da erogarsi mediante le infrastrutture qualificate come: i Cloud Service Provider (CSP) qualificati da AGID, i Poli Strategici Nazionali (PSN), l’infrastruttura di Community Cloud realizzata dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) aggiudicatario del Contratto Quadro Consip SPC Cloud Lotto 1, fino al termine del contratto.

Al fine di facilitare l’adozione del Cloud della PA, AGID e Team per la trasformazione digitale hanno avviato un Programma nazionale di abilitazione al Cloud della PA, anche detto Cloud Enablement Program. Il programma si ispira al principio Cloud First, secondo il quale le PA, in fase di definizione di un nuovo progetto e/o di sviluppo di nuovi servizi, devono, in via prioritaria, valutare l’adozione del paradigma cloud prima di qualsiasi altra tecnologia. In questo contesto il modello cloud della PA da selezionare (pubblico, privato e ibrido che sia) è una valutazione guidata principalmente dalla finalità del servizio all’utente e dalla natura di dati trattati. Le PA devono altresì valutare e prevenire il rischio di lock-in verso il fornitore cloud.

A questo punto la risposta al quesito “se i servizi di Common Data Enviroment (CDE) o Ambiente Condivisione Dati (ACDat), secondo la normativa UNI 11337, debbano iscriversi a pieno titolo tra quelli previsti dal Capitolo 3?” crediamo che debba essere affermativa in quanto, le scelte collaborative operate sia nella formazione dei modelli che nella scelta dei formati aperti rappresentano di per sè un corollario ai principi del Piano di azione europeo. Adottare una modalità di condivisione della fase operativa della costruzione del modello cosi come proposto nel Piano Triennale, composta di servizi ed infrastrutture qualificate, potrebbe significare – in concomitanza con l’affidamento dei dati consolidati a servizi fiduciari di conservazione a norma – che il contenuto informativo dei modelli possa veramente rispettare le caratteristiche di integrità, autenticità, accessibilità, leggibilità e riproducibilità necessarie per consentire loro di rimanere disponibili e fruibili per tutto il ciclo di vita del costruito.
Il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2021 è disponibile sul sito AGID in formato .pdf.


BIM e Facility Management

A cura di Danilo Camerini

La disciplina del BIM trova la sua diretta applicazione nella pratica del Facility Management, in quanto è in grado sia di sostenere la corretta gestione dei risultati che di aumentare l’efficacia della gestione del patrimonio e renderla capace di mutare al variare dei cambiamenti del mercato.

Gli indubbi benefici, già ampiamente documentati prodotti dal BIM nella fase di progettazione ed in quella di costruzione, potrebbero facilmente spingersi nella fase di gestione del ciclo di vita dell’opera fisica semplicemente inserendo nel modello tutti quei dati funzionali utili alla gestione fisica della realizzazione. Ciò richiederebbe nella prima fase di realizzazione del modello uno sforzo addizionale ma di peso limitato rispetto a quello che risulta essere necessario per organizzare i contenuti nella fase di post costruzione, senza peraltro raggiungerne gli stessi benefici in termini di immediatezza e disponibilità dei contenuti, in assenza di un collegamento digitale con la componente da trattare.

La completezza del dato inserito, consente così di fornire un valore aggiunto all’intervento di Facility Management non solo a favore dell’operatore di settore incaricato ma soprattutto al Committente, che vedrà monetizzato il proprio investimento iniziale (maggior onere derivante dall’inserimento dati nel modello) in termini di minori costo di esercizio (pianificazione degli interventi), di maggior sicurezza nella gestione del ciclo di vista del manufatto (precisa rilevazione della ubicazione delle componenti malfunzionanti anche in situazione di emergenza), di maggiore trasparenza nelle pratiche di procurement (determinazione atomica delle esigenze, migliore comparabilità delle offerte).

La disciplina del Facility Management beneficerà cosi di nuove competenze nel settore sia per la necessaria interazione evoluta dell’operatore con il modello BIM, ma anche e soprattutto perché gestionali di nuova generazione nel Facility Management dovranno prevedere un’interazione bidirezionale con il BIM, proprio per poter garantire al Committente che i modelli fisico e virtuale rimangano allineati nel tempo al variare delle condizioni di ambiente, grazie all’aggiornamento costante delle base dati di progetto.

Detto scambio bidirezionale potrebbe beneficiare dell’approccio OpenBIM, metodologia che impiega il formato IFC adatto a favorire l’interoperabilità non solo tra applicazioni software di settore ma anche tra applicazioni verticali che potrebbero essere dotate di “connettori” per ricevere e trasmettere informazioni da e verso il modello BIM, con il preciso intento di garantirne una perfetta aggiornabilità e di dotare di “memoria” storica il modello in trattazione.


9 Aprile 2019, Roma - 'OPEN BIM, OPEN MIND': 2° Conferenza Nazionale di IBIMI - buildingSMART Italia

*Articolo aggiornato con le presentazioni ed i video girati durante la conferenza*

 

OPEN BIM, OPEN MIND

'OPEN BIM, OPEN MIND': Seconda Conferenza Nazionale di IBIMI – buildingSMART Italia in programma a Roma, 9 Aprile 2019 presso l’Auditorium della prestigiosa sede della CNA Nazionale.

Importante occasione per fare il punto sullo stato dell’arte nel BIM in Italia e promuovere lo scambio di competenze multidisciplinari per il BIM.
All’evento parteciperanno autorevoli personalità del mondo industriale e della PA porranno al centro i temi della digitalizzazione del costruito.

4 Processi:  Produttivo, Formativo, Gestionale, Strumentale.
Nella visione olistica di IBIMI-bS, rappresentano gli ambiti di governo dei progetti BIM, di cui bisogna tener conto per la corretta diffusione, condivisione ed il successo del BIM in Italia.

Nell’esplicazione del programma della Conferenza Nazionale, i 4 processi sono associati a 4 colori e rappresentano i 4 ambiti disciplinari in cui buildingSMART Italia ritiene di dover ripartire il contesto BIM, e quindi i temi oggetto degli interventi dei vari relatori in un’ottica multidisciplinare.

La Conferenza Nazionale IBIMI - buildingSMART Italia quest’anno si svolgerà nell’arco dell’intera giornata, per dare ampio spazio a case history di progettazione BIM realizzati dai soci, per parlare di formazione di nuove competenze e di OpenBIM con un ospite internazionale, in collegamento via web, ma anche di piattaforme di gestione documentale e blockchain nonché di conservazione del patrimonio digitale.

All’iniziativa sono stati invitati illustri rappresentanti delle istituzioni per partecipare alla tavola rotonda, che rappresenta l’occasione per i soci buildingSMART Italia, il pubblico ed i relatori per confrontarsi sul presente e sul futuro del BIM in Italia, per suscitare un dialogo “aperto” tra le parti, quindi tra i processi.

La seconda Conferenza nazionale IBIMI-bS è rivolta a tutti coloro che a vario titolo si interfacciano con il BIM al fine di offrire al pubblico che parteciperà all’evento una visione aperta e nuovi spunti sul futuro della digitalizzazione del settore delle costruzioni in Italia.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Fare click sui titoli per scaricare gli interventi in formato PDF

ore 8.45 – 9.30  Check in

ore 09.30   Benvenuto e avvio lavori
Anna Moreno (Presidente IBIMI-bS)

ore 09.55
 Il futuro del BIM in Italia e la progettazione di grandi opereRiccardo Pagani (Socio IBIMI-bS – BIMon srl) – GUARDA IL VIDEO
bS Italia al servizio dei grandi committentiXenia Fiorentini (Socio IBIMI-bS – Engisis srl) – GUARDA IL VIDEO

ore 10.45 – 11.10   Coffee break

ore 11.10
 Dal BIM strumentale al BIM di scopo: definizione degli obiettivi e strumenti di validazione automatica del processoHilario Bourg (Socio IBIMI-bS – Graphisoft) – GUARDA IL VIDEO
 Conservazione e accesso ai patrimoni digitaliMariella Guercio (Presidente Ass. Nazionale Archivisti Italiani) – GUARDA IL VIDEO

ore 12.05- 13.35   Pausa Pranzo

ore 13.35
 Il BIM e l’innovazione del processoSalvatore Collura (Socio IBIMI-bS – ETS srl) – GUARDA IL VIDEO
 Piattaforme di gestione documentale e blockchainMichele Marchesi (Università di Cagliari) – GUARDA IL VIDEO
 L’importanza del formato aperto IFC Open BIM per la gestione dei processi e dei dati della committenza pubblica e privataMichelangelo Cianciulli (Socio IBIMI-bS – ACCA software S.p.A.) – GUARDA IL VIDEO

ore 14.55   Tavola Rotonda – modera Anna Moreno
 Enzo Ponzio (CNA Costruzioni)
 Luigi Perissich (FerderCostruzioni)
 Massimo Iorani (RFI)
 Marco Aimetti (CNAPPC)
Richard Petrie (bSI) (intervento online) – GUARDA IL VIDEO

ore 16.10 – 16.50   Coffee break

ore 16.50
 Il programma di qualificazione internazionale buildingSMARTLorenzo Nissim (Vice Presidente IBIMI-bS)

ore 17.15   Chiusura lavori
Anna Moreno (Presidente IBIMI-bS)

Scarica la locandina